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Specie in via di estinzione

Se chiederanno o meno di essere protetti lo scopriremo solo vivendo, come direbbe il poeta. Intanto stanno già lentamente scomparendo dai nostri teleschermi o forse, come in tutte le competizioni, sono semplicemente oscurati dai volti felici dei vincitori e da qualche braccio teso di troppo (ma questa è un’altra storia…).
Arcobaleni, nostalgiche falci e martello più o meno celate tra simboli pacifisti, rossi e verdi particolarmente accesi, che vanno sbiadendosi sui pochi manifesti elettorali che ancora resistono nell’ormai avviata era Berlusconi/Bossi/Alemanno… i primi a sparire sono stati loro, cancellati da percentuali che neanche Mastella oltre i confini di Ceppaloni avrebbe mai potuto immaginare. Spariranno così dal Parlamento italiano (almeno fino a data da destinarsi) i maglioncini di cachemire e i porta-occhiali in pelle di Bertinotti. E con il look londinese dell’ex leader di Rifondazione Comunista (ma chi si accorgerà del nuovo?) spariranno anche gli impeccabili tailleur del primo transgender eletto in Parlamento (e gli incubi di molti elettori conservatori o, semplicemente, di coloro che ancora non riuscivano a pronunciare – e comprendere - il termine transgender…), spariranno le sparate (con tanto di proiettili in busta) del no-global in salsa napoletana Caruso prontamente sostituite però da quelle di Umberto Bossi (3.000 martiri leghisti armati di fucile se non si faranno le riforme… praticamente il “riformismo armato”!). Spariranno anche volti noti (qualcuno potrebbe dire “famigerati”) da De Mita a Mastella e a tanti altri con loro, qualcuno ne sentirà la nostalgia, magari tra qualche anno grazie a quell’eterna filosofia nazionale che si può riassumere in “si stava meglio quando si stava peggio”, la stessa che a guardare la composizione delle camere – in questo ma anche nel passato governo – ha fatto sospirare più di un elettore al pensiero del vecchio CAF… No, non quello dove si compila e consegna la dichiarazione dei redditi, ma l’acronimo composto dalle iniziali dei “padroni” della Prima Repubblica: Craxi, Forlani e Andreotti.
Non si sa invece se spariranno Storace e la Santanchè… seppure non eletti come nuovo partito di destra estrema, l’elezione del loro amico di sempre Alemanno a sindaco di Roma potrebbe sdoganarne la presenza un po’ ovunque. E se il primo dovrà trovarsi necessariamente un posto istituzionale un po’ in ombra (anche per fronteggiare accuse e processi relativo al suo governatorato nel Lazio), la seconda ha dalla sua le copertine dei giornali, sempre molto attenti ai suoi mutamenti di look e di umore, come conferma il titolo su un magazine femminile nel post debacle che la ritraeva al telefono nell’atto di chiamare Berlusconi per dirgli: “Non sono stata eletta, ma da donna verticale”, con evidente riferimento alle altre sue note affermazioni in campagna elettorale: “Per fare politica non l’ho mai data a nessuno” e “Berlusconi vede le donne solo orizzontali”. Di fronte all’ondata di neo elette pseudo acqua e sapone, si a sinistra sia a destra, con poche idee ma ben confuse, almeno lei non avrà problemi a farsi vedere e sentire pur restando all’esterno dei luoghi decisionali.
Spariranno anche i sogni veltroniani, lo spirito del “volemose bene” e del buonismo che, dietro i visi tra i 40 e i 50 di Franceschini e del Walter nazionale hanno provato a capovolgere il modo di far politica in Italia, passando dallo scontro al dialogo… ma una cosa così fuori moda (e forse con troppe parole e poche idee effettivamente comunicabili a un pubblico più vasto di quello dei “fedelissimi” del festival del Cinema, della Nutella, delle figurine Panini e delle adozioni a distanza), il “maanchismo” pacato e tranquillo non paga nell’era del Grande Fratello e dei litigi ad Amici. Al punto che, per l’opinione pubblica italiana, appaiono più credibili le dichiarazioni di intenti e la visione del nostro paese di un Flavio Briatore intervistato da Paolo Bonolis a “Il senso della vita”, uno che invece di andare in galera per truffa e bancarotta se ne è andato in Centro America per due anni, uno che non si capisce bene neppure che lavoro faccia, uno che al momento sembra avere come progetto principale le nozze con la Gregoracci. Spariranno in tanti, e con loro porteranno via tante cose. O forse si trasformeranno in qualcos'altro ed entreranno a far parte del nostro immaginatio, di quella memoria selettiva che pensa sempre ai bei tempi andati e ci permette anche di dimenticare quanto sia assurdo, terribile e non democratico avere gente che va in giro a gridare "10, 100, 100 Nassyriah" e a bruciare i manichini dei militari italiani e gente che porta orgogliosa bandiere e pendagli con la croce celtica, fa il saluto fascista e come specie in via di estinzione vedrebbe bene i rumeni e gli zingari... e che questa gente troppo spesso finisce in Parlamento o nei consigli comunali resistendo a ogni forma di estinziona naturale, specie sempre in grado di adattarsi all'ambiente, gli unici che resistono mentre negli Stati Uniti - che tanto critichiamo - una donna e un nero sono in corsa per diventare il leader più potente del mondo.

Pubblicato il 30/4/2008 alle 8.52 nella rubrica Diario.

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